totorina

pensieri,parole, immagini e prove di vita.
giovedì, 09 aprile 2009

figli o non figli?

Sono cresciuta con la paura di restare incinta. Con l'idea che il sesso comporta delle conseguenze e che, se non è gestito bene, queste conseguenze le hai per una vita.
Quindi, quando una volta mi è capitato un ritardo, mi sono ritrovata a pregare perchè non fossi rimasta incinta, a desiderare di non esserlo.
Non ho mai avuto istinto materno,per me i bambini sono dei piccoli cosini che ti sbavano (nella migliore delle ipotesi) addosso, che non ti fanno dormire la notte, che ti tolgono l'anima con i loro perchè, che ti portano via tempo per te, che ti fanno preoccupare, che pretendono il motorino e che ti carichi sul groppone anche oltre i 26 anni se vanno all'università. Per non parlare di tutti i racconti terrificanti da film horror che riguardano il parto.
Ecco perchè a chiunque mi dicesse che un giorno ci sarei passata pure io, rispondevo facendo il gesto dell'ombrello, fermamente convinta per di più.
Non sono mai stata una di quelle che si mettono con qualcuno per fare una famiglia. Ho sempre pensato, e lo penso tutt'ora, che quando stai bene con qualcuno, allora vuoi creare una famiglia; senza rendere qualcuno lo strumento per realizzare la tua fantasia, ma diventando lui stesso la molla che ti fa creare questa idea.
Io ora ho questa molla.
La mia molla è dolcissima e mi comprende più di chiunque altro, inutile dire che mi sopporta più di chiunque altro e mi fa sentire come nessun'altro. Mi dedica tempo, mi cambia, mi fa essere me stessa...e non so se un regalo così grande si può definire amore. Ma so che è qualcosa di prezioso, di non quantificabile. So che è qualcosa....di indescrivibile.
Ma torniamo alla molla, perchè come dicevo ora ce l'ho.
Nel momento in cui è scattata mi sono, ci siamo, trovati davanti alla realtà.
Quella volta quando ho desiderato, l'altra volta quando ho gridato a gran voce, una minuscola vocina dentro di me mi diceva di stare attenta perchè alle volte i desideri possono realizzarsi.
Ho desiderato ardentemente di non essere incinta e ora ho la certezza matematica che le probabilità che questo accada sono del 98%.
E non ho ancora capito come questa inequivocabile certezza mi fa sentire.
postato da: soraika alle ore 20:22 | link | commenti | commenti
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venerdì, 13 marzo 2009

Domande precise, please!!!

Mandando degli sms alle mie amiche lontane mi sono resa conto che è impossibile dire veramente che cosa fai e come stai in quel miserrimo spazio di circa 160 lettere.

Bella scoperta!!! mi dirà qualcuno...Quindi ho compreso che, oltre a dire come mi sento e usare questo spazio come sfogo per le mie turbe psicologiche (mica tutti si possono permettere lo psicoanalista...o meglio...ma chi ci vuol andare dallo psiconalista??) dovrei anche un po' dire quello che faccio.

Ebbene: a febbraio sono stata in viaggio in Hokkaido e a tal riguardo mi riprometto di imparare come si fa a caricare le foto su splinder e di metterne su qualcuna. Sui viaggi vorrei aprire una piccola parentesi. Quando torni da una vacanza le domande più frequenti sono "Allora??Racconta!!!" oppure "Com'è andata??". Ecco...la seconda domanda di solito, in realtà, è la premessa della prima perchè tu rispondi "Bene" e poi ti chiedono di raccontare. Ma raccontare che? Io avrei bisogno di un pelo di specificità in più!!! Da dove parto??? Io nel caso di questo viaggio e di molti altri, faccio delle specie di tour de forces in cui vedo tanto e di diverse cose e quando mi dicono "Racconta!" mi trovo sempre in braghe di tela perchè non so mai da dove partire e soprattutto non so quanto dilungarmi e se il mio interlocutore me l'ha chiesto per cortesia o per reale interesse. Mi sarebbero più facili domande più precise, del tipo "Ma che giro hai fatto?", "Qual'è stata la località che ti ha colpito di più?", "Che cosa mi consiglieresti se volessi andarci anch'io?". Insomma signori miei: il "Racconta!!" è ammesso solo davanti a tè e pasticcini e quando siete disposti a sorbirvi circa un'ora di racconto con tanto di foto correlate. Diversamente: domande precise please!

Sempre a febbraio, il 22, ho organizzato con l'Associazione San Marino - Giappone, della quale faccio parte, il concerto a San Marino di due musicisti giapponesi, Hiroshi Yonezawa ed Eriko Kumazawa, suonatori di shakuhachi e koto. Anche in questo caso prometto di inserire le foto in cui vengo ritratta come una novella Raffaella Carrà con tanto di simil panzetta da bevitrice di birra (consiglio per il futuro: non mettete giacche che si allacciano sotto il seno!!! La camicia sotto si gonfia e sembrate incinte di 5 mesi...guardate le foto che inserirò se nn ci credete!). Insomma....sono pronta per San Scemo!!!

Al momento invece sono in balia dell'organnizzazione della Primavera Giapponese, a San Marino il week-end del 18 e 19 Aprile, e del Rimini Wellness all'interno del quale ci sarà appunto il Giappone come Paese Ospite dal 14 al 17 maggio 2009. E a chi mi chiede come mai sono riuscita a disfare le valigie del mio vaggio solo 4 giorni ffa...beh, quello descritto fin ora penso lo spieghi ampiamente!!!

postato da: soraika alle ore 10:56 | link | commenti | commenti
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mercoledì, 25 febbraio 2009

Marte

Martedì, il giorno di Marte, dio della Guerra. Non poteva essere più adatto come giorno.

Le guerra è iniziata: in guerra con me stessa, mente contro cuore, in guerra con il mondo, convenzionale e anticonvenzionale, sogno e realtà. E soprattutto in guerra per accettare quello che il mio cuore urla...ma che ancora non sento perchè c'è troppo caos, troppa confusione intorno a me.

Ho troppo cose che DEVO fare, troppi impegni presi con me stessa e con gl'altri e ai quali ancora non voglio rinunciare perchè sono quelli l'unico contatto rimasto con la realtà. Senza quelli stamattina, quando mi sono svegliata nel cuore della notte alle 5.00, avrei continuato a vegetare sul divano  molto ben oltre le 8.00, persa nel mio mondo, nel mio turbine di pensieri così convulsi che l'unica cosa che distinguevo era la sensazione fredda e salata delle lacrime e il loro "toc" sul divano quando cadevano. Nemmeno il mio respiro convulso, nemmeno la mancanza d'aria e l'iperventilazione mi facevano capire che ero io; solo quel "toc" unica costante per oltre 2 ore. E mi chiedo se c'è un momento in cui anche quelle finiscano, mi chiedano se stiano uscendo anche tutte quelle lacrime che ho sempre negato ad altri e a me stessa perchè non potevo essere così debole.

Non so come sarà, c'è ancora troppa confusione. Non so che cosa voglio. Non so quanto voglio chi ho accanto. E non so se posso stare sola vivendo, e non semplicemente sopravvivendo.

Vorrei avere coraggio. Il coraggio di scoprire, di guardare per poi sapere. Il coraggio di guardarmi senza fuggire urlando e senza provare un senso di "straniamento".

postato da: soraika alle ore 13:15 | link | commenti | commenti
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lunedì, 29 dicembre 2008

Due Tramonti

Come la maggior parte delle volte la mia cookie monster ha ragione e non posso far altro che darle atto del fatto che questa musica, questo video sono semplicemente meravigliosi, ispiratori ed epici nella loro semplicità. Ho trovato un'alternativa ad Allevi.

Ludovico Einaudi, "due tramonti"




postato da: soraika alle ore 23:09 | link | commenti (1) | commenti (1)
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sabato, 20 dicembre 2008

Mamma Mia!!!

Sì, sì lo so...l'ennesimo musical...l'ennesimo film da femmine...l'ennesima cosa che sfonda sulla scia di un rifacimento...eppure lo adoro!!!! Lo adoro non in quel modo che te lo fa rivedere sempre, ma ogni tanto e con piacere. In quel modo che ti fa ricordare che cambiare è bello e che alla fine resti sempre tu.
Mi piace per l'idea di amicizia che ti dà, quella che ho sempre sperato di trovare:duratura, intima, con amiche che si ritrovano almeno una volta all'anno per stare insieme, solo loro, amiche che se ti metti a cantare e ballare come una scema, non ridono di te, ma fanno le sceme con te.
Tralasciamo poi il fatto identificativo. Si perchè io quando sarò 40enne mi vedo proprio come lei. Niente a che vedere con Meryl Streep, neppure con la 40enne fashion e liftata;io sono lei: la tracagnottina simpatica, che è scoordinata, che canta con l'aspirapolvere tra le gambe, che non scende le scale all'amazzone ma alla cavallerizza, con tanto di culone in bella mostra e bruciandosi proprio lì sotto......sì, mi ci vedo in pieno!! :))
Le altre poi me le vedo proprio: Meryl Streep? Stefy, Pagno.
La 40enne fashion? Manu e....pure la Vale...decisamente!!
La tracagnottina: oltre a me ovviamente, ci vedrei benissimo Eli, Simo e pure Fla.
Del resto...chi cavolo l'ha detto che bisogna esser solo in 3? Quindi...care le mie dancing queen sparse qua e là....ma perchè non ci facciamo una bella ballata???
postato da: soraika alle ore 00:04 | link | commenti (2) | commenti (2)
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giovedì, 27 novembre 2008

il dio delle piccole cose

No, non sto parlando del libro di Arundathy Roy, che ho letto, ma che francamente non mi ha proprio entusiasmata; sto parlando delle piccole cose che fanno le grandi. Delle piccole cose che rendono la tua giornata bella, eppure sono piccole cose, che non sempre accadono, che non fai diventare routine perchè sennò le daresti per scontate e, proprio per questo, quando succedono "sanno di buono".

Sveglia alle 7.00, due motivi per partire male:la sveglia alle 7 appunto e gli esami del sangue. Invece arrivi lì e trovi poca fila, una dottoressa dal tocco vellutato che non senti neppure l'ago e trovi al bar proprio la pasta che volevi. Vai a casa a piedi, così come sei venuta, nell'aria gelida del mattino, quando ancora sono poche le macchine che girano e c'è silenzio e hai la sensazione di avere tempo, di potertela proprio godere. Fai la tua passeggiata nel parco, rientri infreddolita, ti prepari una tazza di cappuccino (la più grande che hai) ti siedi e fai la colazione con la tua pasta mentre, nel silenzio di un mattino addormentato, leggi il tuo libro del momento.

Ecco una giornata che hai scartato come il tuo cioccolatino preferito: lentamente, assaporandola sapendo che sarà buona ma con la consapevolezza che quanto sarà buona lo scoprirai solo masticando.

Al lavoro, finalmente un'offerta di pace. Un'altra piccola cosa, dolce e calorica, specialità di una famosa pasticceria di Cattolica di cui una persona che non sa dire "mi dispiace" se ne priva, dandotela, per dirti "scusa" senza parlare.

E anche questo ti riconferma che le piccole cose sanno proprio di buono.

postato da: soraika alle ore 14:46 | link | commenti (2) | commenti (2)
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giovedì, 20 novembre 2008

lavorare con gli uomini: la verità

Sento il sacrosanto dovere di smitizzare quel luogo comune che è il : lavorare con gli uomini è meglio rispetto a lavorare con le donne.

NON E' VERO

Ho avuto da poco uno scontro con un collega e tu dal sopracitato luogo comune ti aspetti almeno che:

  • il giorno dopo la discussione, anche se ti sei scannato è tutto a posto
  • riesci a dirgli quello che vuoi durante la discussione perchè parla e non sbraita e non la butta sul personale come farebbe una donna

Ebbene, dopo non una ma ben 2 esperienze di "incomprensioni" (chiamiamole eufemisticamente così) con colleghi uomini posso affermare quanto segue:

  • gli uomini ti sbraitano addosso quel che è la loro indignazione, dandotene la colpa per intero e senza spiegarti CHE COSA del tuo comportamento li ha offesi (premettiamo che fino al giorno prima ti trattavano "scherzosamente" come dicono loro, dandoti appellattivi che al giorno d'oggi posson quasi esser definiti molestia, uno per tutti "passerina" ad es., ma se lo fanno loro mica è mancanza di rispetto è "simpatia" fra colleghi);
  • gli uomini portano rancore, e quindi il giorno dopo e successivi non ti considerano ;
  • alcuni si scordano la vicenda dopo 2/3 settimane, altri dopo molto più tempo e nel frattempo te la fanno pagare come le donne ;
  • gli uomini, e questo si sa, non ascoltano le tue ragioni; dopo che ti hanno offesa non aspettano la tua replica ma si dirigono alla porta più vicina perchè tanto loro hanno ragione. che cazzo vuoi replicare tu?
  • un'altra ovvietà, lo so, ma di solito questa cosa è associata alle donne e non ai maschietti. Anche in ufficio gli uomini fanno gruppo. E se un uomo litiga con una donna, tutti gli uomini litigano con quella donna.

Per caso nel mio sunto qualche affinità vi torna? Bene.

E ora un ultima cosa: sono l'unica donna in un ufficio di uomini, quindi.....abbiate pietà di me e offritemi un lavoro opppure commissionatemi delle traduzioni italo-giapponesi su www.studioippo.com.  Grazie!

postato da: soraika alle ore 12:02 | link | commenti | commenti
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lunedì, 17 novembre 2008

'at fadiga!!! (=che fatica!!)

Capire che cosa vogliamo noi e che cosa vogliono gl'altri da noi, oppure che cosa si aspettano che noi facciamo, è una fatica bella grossa.

Capire chi siamo e dove finisce l'immagine che gl'altri hanno di noi richiede tempo.

Insomma...di quello che ho detto sopra, tutto può essere fattibile. Richiede un gran bel lavoro a livello personale, ma si fa.

Capire che cosa vogliamo invece, almeno nel mio caso, non è una fatica bella grossa. E' un rompicapo.

Io un giorno desidero mollare il mio lavoro, l'altro andare a lavorare all'estero, l'altro ancora ristrutturare una casa colonica e farci un B&B o ancora desidero di poter lavorare autonomamente a casa mia con la mia agenzia di traduzione.

E' vero che mi si sente dire da tanto che le cose non vanno e che spesso non mi piacciono. Il punto è che non è il contorno che è sbagliato, è il piatto di portata che ha poco sapore.

Quindi direi che, dato che non ho abbastanza palle per lottare, dato che sono stanca sebbene sia così piccola, mo' me ne sto qui e aspetto che mi arrivi la folgorazione o la botta di culo.

Lo so che rischio di aspettare fino e oltre la morte, ma alle volte un po' di sano fatalismo ci vuole; dopotutto Terzani mica ci voleva andare in America, però ci è andato perchè un giorno gli è arrivato uno e gli ha detto "ma vieni a farci un giro!". E allora mo', lo aspetto pure io il mio giro di giostra.

p.s.: non so perchè ma è scappataa fuori un interlinea così...abbiate pazienza!

 

postato da: soraika alle ore 13:25 | link | commenti (1) | commenti (1)
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lunedì, 10 novembre 2008

i miss time.. i miss friends...

Questa notte vorrei solo salire sulla mia moto e andarmene.
Vorrei solo ..........
forse solo vedere le mie amiche. Forse solo vederle mi basterebbe, perchè rispetterebbero i miei silenzi e perchè non prenderebbero le mie lacrime o la mia tristezza per stupidate.
Qui mi sento sola. Femminilmente sola.
Ma come vi raggiungo??? Come vi strappo alla vostra vita per riportavi ad un tempo in cui avevamo tempo di parlare faccia a faccia?? Come si può tornare indietro quando siamo andate così avanti e siamo diventate così diverse???
Accidenti, non si risolvevano certo i problemi del mondo,manco coi nostri ci riuscivamo, figurarsi!!! Ma c'eravamo.
Ora no. Ora per trovarci bisogna prima guardare l'orologio per l'orario di lavoro, calcolare i fusi orari di una telefonata, tentare per vie traverse con blog, skype e messenger, sperare nel momento in cui il piccolo dorme o ancora in quello in cui si è libere di parlare.
E quello che mi distrugge di più è che ora penso di essere l'unica a sentirsi così.
postato da: soraika alle ore 23:32 | link | commenti | commenti
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giovedì, 06 novembre 2008

autostima......

Ci sono giorni in cui davvero pensi di contare poco, in cui ti convinci di contare poco; ma la realtà è che non sei tu,ma è quello che chi è meno di te vuol farti credere.
Alle volte è sufficiente che qualcuno, almeno un po' imparziale (ovviamente la mamma e il moroso sono parziali e non valgono) ti dica che non è così, che ti guardi sinceramente negli occhi e senza distogliere lo sguardo ti dica "io questa tua bassa autostima non capisco dove la prendi.Ma non vedi che persona sei?Lo vedi quello che sei e hai appena iniziato?" . Allora ti guardi: non fai il lavoro per il quale hai studiato, ma comunque tenti di non perdere quello che hai imparato e hai fatto tesoro delle tue esperienze. Sei schifosamente o amabilmente (dipende dai giorni) normale, ma ti fai un tremendo culo al lavoro ogni singolo giorno. Stai oltre l'orario, sei disponibile e, cosa non da poco considerata la gente con cui lavori, fai il tuo lavoro e lo fai bene e seriamente ogni giorno; eppure vieni stimata meno, pagata meno.
Non ho mai considerato i soldi un metro di apprezzamento, ma più sto nel mondo del lavoro e più mi rendo conto che un po' lo stanno diventando e se non è di apprezzamento è almeno un riconoscimento per quello che fai. E' sbagliato? E' sbagliato far sì che una cosa come i soldi, possa condizionare il tuo umore in una giornata? E da quando sono diventata così invidiosa e così sensibile a quelle che reputo ingiustizie e viscidi compromessi? Sempre più spesso penso che, in certe occasioni, abbiano ragione i linkin park a dire "I find bliss in ignorance".
A volte penso che potrei mandare tutto al diavolo, prendermi quel famigerato anno sabbatico in giro per il mondo...ma dovrei forse capire prima da chi voglio scappare, invece che scappare e basta come mio solito. Forse dovrei anche capire che cosa voglio veramente fare e impegnarmi per quello...ma anche qui, io sarò pure lunatica, ma...e parlo per quel che mi riguarda, io sono in continua evoluzione e quello che voglio fare domani potrebbe non essere necessariamente quello che voglio fra 3 mesi, senza contare una mia destabilizzante costante: la convinzione che quello che vuoi, quando l'ottieni, è sempre peggio di come l'hai sognato e ti diventa insopportabile arrivare ad odiare qualcosa che prima amavi così incondizionatamente.
Ecco, caro amico imparziale, da dove deriva la mia scarsa autostima : quello che ho è tanto, ma dei giorni non mi basta eppure, non so in favore di cosa cambiarlo, non so che guerra combattere, non so se ho la forza e il coraggio di combattere e questo mi fa sentire davvero stupida
postato da: soraika alle ore 23:31 | link | commenti (1) | commenti (1)
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Chi sono

Utente: soraika
I più direbbero una strana e testarda creatura, alle volte insolitamente creativa,altre incredibilmente apatica, onesta, senza compromessi, ma con una forte vena di irrazionalità pulsante!

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